Legambiente Como: andrà tutto bene se non si tornerà come prima!

vassalloIn vista della “ripresa”,  il Circolo Angelo Vassallo di Legambiente Como ha elaborato un interessante documento di analisi e proposte. Il Direttivo del Circolo auspica un percorso di confronto con gli amministratori locali e la cittadinanza. E’ un richiamo importante alla partecipazione e alla collaborazione, due valori che non possono essere sacrificati nella logica dello stato d’eccezione.

leggi il documento completo e l’articolo di ecoinformazioni

Il primo pregio del documento è quello di ricordarci che il terzo settore non è fatto solo di azione solidale ma anche di pensiero profondo, capacità di analisi e di proposta. Non è poco, in un tempo scandito dall’emergenza, nel quale il mondo del volontariato e della promozione sociale viene spesso evocato ed invocato come “manovalanza” per supplire ai deficit – di programmazione e di gestione quotidiana – del sistema pubblico.

Il secondo pregio  – nella specifica realtà comasca –  è quello di provare a superare deficit di partecipazione che caratterizza la politica e le elites dirigenti locali . Mentre a Milano il Comune ha promosso fin dal 27 marzo una piattaforma che raccoglie le proposte dei cittadini, singoli ed associati, per la gestione collaborativa della fase 2 sulla base del documento “strategie di adattamento”, a palazzo Cernezzi, per ora, se ne guardano bene dal fare altrettanto. Anche la gran parte delle associazioni imprenditoriali e degli opinionisti  ripropongono le vecchie ricette, a cominciare dal completamento della tangenziale e della pedemontana. In questo contesto, il direttivo del Circolo Angelo Vassallo

votovassallo
Angelo Vassallo

propone “un percorso di confronto sia al nostro interno, sia con le altre realtà ambientaliste, con gli amministratori locali e con la cittadinanza”. Ottima idea.

Nel merito, il documento è ben confezionato, non impone ricette calate dall’alto, non sposa tesi preconcette.

A voler cercare il pelo nell’uovo, si sarebbero potute evitare le prime quattro righe bucoliche, che sono peraltro contraddette dal paragrafo conclusivo sull’equità sociale. I momenti gradevoli, in questa emergenza, sono ad appannaggio esclusivo di chi può permetterseli per condizione sociale, reddito e dimora.

Sarebbe opportuno che nei prossimi giorni altre organizzazioni del terzo settore – insieme alle loro forme di rappresentanza e coordinamento – producessero ulteriori materiali per arricchire la discussione e fare emergere le posizioni di chi  ha a cuore l’interesse generale ed esercita cittadinanza attiva fuori da logiche di profitto.

[Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

 

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