Conferenza di organizzazione Auser Como: documento finale e video della relazione

locandauserSi è svolta venerdì 8 novembre a Cantù la conferenza provinciale di organizzazione dell’Auser, aperta dalla relazione di Francesco De Luca, alla presenza di 50 attivisti in rappresentanza delle 15 associazioni locali. Il documento conclusivo guarda al futuro, con l’impegno a difendere gli spazi di democrazia e coesione sociale,  dentro i nuovi scenari delineati dal Codice del terzo Settore.

La Conferenza Provinciale di Organizzazione dell’AUSER , riconoscendosi pienamente nel titolo della Conferenza nazionale tenutasi a Roma il 9 e 10 maggio, ”una grande rete che guarda al futuro”, ne assume il documento di apertura e le conclusioni .

Assume altresì la relazione del Presidente Francesco De Luca, il resoconto delle attività, l’intervento di Fulvia Colombini della Presidenza Regionale e tutti i contributi al dibattito.

Operiamo in una Regione ed in una Provincia che – ormai da parecchi anni – non possono più considerarsi lontane e protette dai fenomeni di crisi economica, sociale e ambientale che investono l’intero pianeta e che assumono forme diverse su scala continentale, nazionale e locale, dando vita ad un quadro complessivo molto preoccupante, che mette in discussione non soltanto le conquiste sociali che sembravano consolidate, ma anche le basi della convivenza civile e della democrazia costituzionale.

Un’organizzazione di volontariato come la nostra non può certo restare indifferente di fronte a questo scenario e neppure può limitarsi a presidiare le proprie attività consolidate, in attesa di tempi migliori. E’ necessario stare dentro le contraddizioni del presente e costruire nuove risposte a nuovi bisogni.

Ci sentiamo quindi impegnati, in relazione costante con tutti i soggetti che condividono i nostri valori, a contrastare la deriva razzista – che spesso assume i connotati di attacco diretto a organizzazioni di volontariato –  ed a difendere gli spazi di democrazia; chiediamo un rilancio delle politiche pubbliche, alle quali offriamo il valore aggiunto della nostra esperienza di volontari, rivendicando a gran voce lo spazio che ci è dovuto nella co-programmazione  e co-progettazione degli interventi in ambito sociale e non solo.

Il nostro contributo riguarda in primo luogo il tema dell’invecchiamento attivo, un fenomeno che caratterizzerà i prossimi decenni per il quale dobbiamo rivendicare ad ogni livello lo stanziamento delle risorse opportune per affrontarlo seriamente. Recentemente, su questo terreno, nella nostra realtà abbiamo messo in campo progettualità innovative che si sono affiancate ai servizi storici. E’ una strada da continuare e da sviluppare coinvolgendo il maggior numero possibile di ALA, curando in particolare il rapporto con le giovani generazioni alle quali possiamo offrire esperienze di volontariato ma anche di alternanza scuola – lavoro e di servizio civile.

Quanto ai servizi storici (Filo d’argento, Educazione permanente, etc) assistiamo con soddisfazione alla loro crescita organizzativa e numerica, che viviamo come impegno ad essere sempre più presenti e capaci di “leggere” i bisogni, consapevoli di essere una parte – non piccola, anzi spesso un punto di riferimento – di una rete ampia e diversificata, che spetta noi far crescere ancora, con una presenza negli ambiti di coordinamento, come già avviene nel CSV e come auspichiamo avvenga nel Forum del terzo settore, ed ai tavoli di contrattazione sociale.

Dobbiamo poi affrontare la complessa fase di attuazione conclusiva della riforma del Terzo Settore, nella consapevolezza che i cambiamenti introdotti dal Codice – comunque li si valuti – sono assai profondi, non solo dal punto di vista tecnico – burocratico, ma anche perché disegnano un nuovo modo di essere “volontario”, con il riconoscimento alle nostre organizzazioni e ad ognuno di noi di essere portatori di interesse generali e di concorrere in modo paritario allo sviluppo delle comunità.

Un ruolo così importante, un obiettivo così ambizioso, richiedono un grande sforzo di innovazione, fatto di momenti di formazione e di grande cura agli aspetti organizzativi. In questa logica si colloca l’indispensabile rafforzamento della struttura provinciale, del quale parliamo da tempo ma che diventa sempre più inderogabile. Nella massima autonomia di ogni ALA, che non è in discussione, dobbiamo individuare forme efficaci per il lavoro di rete interna, in modo che gli adempimenti burocratici non diventino troppo pesanti e che ogni ALA possa fare tesoro delle esperienze e delle abilità delle altre.

Se Auser è oggi un organizzazione in grado di offrire alla comunità una vasta gamma di servizi lo deve grazie all’apporto dei nostri volontari, una risorsa preziosa che va continuamente alimentata. In tal senso bisogna impegnarci a promuovere campagne di sensibilizzazioni in ambito provinciale e locale, rivolte in particolare verso le strutture organizzate dei pensionati che rappresentano il nostro potenziale bacino di soci e di fruitori.

Il nostro tesseramento presenta un andamento positivo. Dobbiamo consolidarlo con vere e proprie campagne di tesseramento in grado di rilanciare il valore dell’adesione volontaria all’AUSER al fine di sostenerne le iniziative nel territorio.

Al contrario, è in costante calo una delle principali risorse economiche “storiche”, il 5 per mille.  E’ una tendenza non facilmente modificabile, ma non dobbiamo rassegnarci: è stata pensata, e spetta a noi attuarla, una strategia relazionale e comunicativa nei confronti dei nostri iscritti ed assistiti e con CGIL e SPI e dell’insieme della rete confederale che può consentirci un buon recupero.

L’obiettivo che si deve porre l’associazione e il suo autofinanziamento attraverso forme articolate di raccolta delle risorse indispensabili per essere veramente autonomi. In tal senso vanno estese le convenzioni con le amministrazioni locali e le aziende sociali per garantirci la piena copertura dei costi dei servizi erogati. Inoltre promuovere in modo efficace campagne di raccolta fondi, donazioni e lasciti.

Dopo l’ultimo congresso la nostra vita associativa è stata investita da cambiamenti imprevisti e dolorosi, che si sono sommati al cambiamento di contesto generale determinato dal nuovo codice. La fase di assestamento non è stata semplice ma deve considerarsi conclusa, e il tempo che ci divide dal prossimo congresso andrà investito nella crescita, a partire dall’attivazione dei gruppi di lavoro già ipotizzati nei mesi scorsi.

Con questo impegno ci apprestiamo ad affrontare il futuro. Recentemente il coordinamento nazionale dei CSV ha intitolato il suo convegno annuale “La follia dei volontari”. Una follia sana e positiva che ci motiva ogni giorno e ci fa essere protagonisti di quell’”Italia che ricuce” evocata dal Presidente Mattarella.

Approvato all’unanimità

Guarda i video della relazione di Francesco De Luca: prima parte; seconda parte; terza parte; quarta parte; quinta parte; sesta parte; settima parte; conclusioni.

Guarda le Slides del resoconto delle attività di Auser

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