I valori del volontariato

RGB_payoff_CSVnetIl Codice del terzo settore ha modificato struttura,compiti e funzioni dei Centri Servizi volontariato. In Lombardia si è passati da 12 centri, uno per provincia, a soltanto 6 per aree territoriali vaste con almeno 1 milione di abitanti, Como e Varese sono unificate nel CSV Insubria. Sabato 22 giugno a Milano si è svolto un incontro dei Direttivi dei CSV lombardi per delineare il nuovo ruolo politico di questi organismi. Un processo di innovazione che mantiene inalterata e di grande attualità la “carta dei valori” del 2001

I Csv sono stati istituiti con la legge quadro sul volontariato del 1991 e sono operativi di fatto dal 1997. In origine si trattava di strutture gestite dalle organizzazioni di volontariato con il compito di sostenere e qualificare le attività delle organizzazioni stesse. In sostanza, una sorta di patronato, finanziato da un fondo nazionale abbastanza cospicuo.

Pur nella limitatezza dei compiti, si trovò lo spazio per una riflessione nazionale che nel 2001 elaborò una carta dei valori in 24 punti, che rimane di grande attualità ancor oggi.

Di particolare rilevanza, i punti 8 e 9:

8e9

scarica il testo completo della carta dei valori

Banner20anniCSVLo scenario si modifica con la crisi economica dal 2008 in poi, sia per la drastica riduzione dei fondi, sia per l’emergere di nuovi contesti e nuovi bisogni che richiedono nuove risposte. E’ in questa fase che i Csv iniziano ad assumere un nuovo profilo, passando da una mera erogazione di servizi amministrativi e consulenze, ad un ruolo proattivo: si fanno promotori diretti di animazione sciale ed avviano le prime esperienze di co-progettazione con gli Enti locali e con le Associazioni di promozione sociale; mettono in campo strategie di reperimento risorse con la partecipazione a bandi. Lungo questo percorso la Lombardia si distingue per spirito innovativo e, senza attendere il nuovo codice, promuove un’autoriforma che riduce il numero dei centri, da 12 a 6, con un’organizzazione interna funzionale ai nuovi contesti ed un coordinamento regionale che presidia la funzionalità della rete.

Il Codice (D.L. 117/2017), negli articoli da 61 al 66, introduce diverse novità, a cominciare dalla rappresentanza che non è più limitata alle sole organizzazioni di volontariato ma si allarga a tutti gli enti di terzo settore. I principi della carta dei valori sono recepiti, in termini generali, dal codice.

Partendo da questi presupposti, il Csv regionale ha avviato un lungo percorso che ha coinvolto da un lato i direttori e i coordinatori d’area di ogni Csv, dall’altro i presidenti e i componenti dei direttivi, anche con momenti di incrocio tra i due ambiti, e che si concluderà nei prossimi mesi con il consolidamento di un modello organizzativo funzionale ai nuovi compiti.

Ovviamente, non saranno sufficienti le ingegnerie istituzionali, servirà anche una visione strategica e la capacità di svolgere un ruolo politico reale nei territori di riferimento. Ciò non è affatto scontato, in un contesto dove i rapporti con la politica nazionale e locale sono tutt’altro che buoni. Di questo si è discusso sabato a Milano, e si continuerà a discutere, in modo più allargato, coinvolgendo tutte le associazioni rappresentate. Il punto fermo rimangono i valori ed i principi della carta, piacciano o non piacciano ai “capitani” pro-tempore. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

 

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