Auser Lombardia: la forza del volontariato laico, democratico, europeista e antifascista

auserC’è un volontariato che trova nei valori costituzionali la ragione fondante del suo impegno solidale per il welfare di comunità, per la cittadinanza attiva, per la promozione culturale. Un volontariato che non supplisce alle mancanze del sistema pubblico ma che al sistema pubblico chiede pari dignità. Un’associazione per l’invecchiamento attivo che si mette in rete con i giovani, con i migranti, con le molteplici forme dell’attivismo sociale. E’ l’Auser, che ha celebrato martedì 28 maggio la propria conferenza organizzativa regionale.

lellanLa relazione di Lella Brambilla si è aperta con il richiamo ai valori fondanti dell’Associazione, prima di concentrarsi sulla fotografia di un lungo percorso, quattro anni di intensa attività per interpretare le sfide poste dal processo di riforma del “terzo settore”. Un processo complesso e non lineare, nel quale Auser si mette in discussione e cresce, organizzativamente e numericamente

La riforma non è una passeggiata: ha molti limiti, a cominciare dalla logica aziendalista/liberista che imbriglia il volontariato in un sistema di regole praticamente identico a quello di un’impresa. Tant’è, questo è il lascito di precedenti governi, peggiorato dall’azione di quello in carica. Auser accetta la sfida, forte dei propri numeri, che in Lombardia sono numeri pesanti (dati 2018): 3813 volontari; 392.590 ore di volontariato; 6.641.183 Km percorsi nei servizi di accompagnamento delle persone fragili; 299 associazioni locali di aiuto alla persona. E poi, 1.146 volontari: 62.262 ore di volontariato, 109 associazioni attive nell’educazione degli adulti. E ancora, 1.466 volontari, 161.630 ore di volontariato e 103 associazioni attive nel volontariato civico. Non basta: tempo libero, con 187 associazioni; turismo sociale, con 100 associazioni; solidarietà internazionale, con 15 associazioni; integrazione dei migranti, con 22 associazioni; benessere stili di vita, con 56 associazioni; una struttura che si occupa di progettazione e partecipazione ai bandi.

costaLa conferenza è stata l’occasione per approvare il nuovo statuto, adeguato alle norme della riforma. Enzo Costa, Presidente nazionale, nel suo intervento  ha delineato i punti chiave del codice, insistendo molto sul ruolo del terzo settore come promotore di un’economia sociale che rivendica uno spazio autonomo e paritario rispetto all’economia di mercato e al sistema pubblico. Spazio che non deve mai trasformarsi in supplenza: non si tratta di sostituire col volontariato uno sistema pubblico che abdica ai suoi doveri, non è in discussione l’universalismo sancito dalla Costituzione. Si rivendica uno spazio di cooperazione con il sistema pubblico, sia in termini di co-programmazione che di  co-progettazione. “la riforma non ci spaventa – ha concluso Costa – saremo capaci di reggere”

E’ un auspicio che poggia su basi solide, ma la strada è lunga e il quadro politico non è favorevole. In Lombardia, siamo per ora alle promesse e a qualche parziale segnale di interesse, che emerge con fatica e grazie al lavoro che il forum del terzo settore conduce unitariamente.

Gli sviluppi sono affidati anche all’iniziativa dei comprensori, che dopo questa conferenza regionale attiveranno le conferenze locali e – soprattutto – moltiplicheranno il lavoro di rete, territorio per territorio. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

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