Consigli di lettura: l’aporafobia

zamagniL’edizione del 28 aprile del quotidiano cattolico Avvenire pubblica un’importante inchiesta dal titolo “Lo stato asociale”, con tutte le azioni ed omissioni politiche contro le attività solidali in Italia. Il prof. Stefano Zamagni utilizza la parola greca aporafobia, disprezzo del povero. Una denuncia molto netta sulla quale è opportuno riflettere, anche per i laici.

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Leggi l’intervista a Stefano Zamagni

Non c’è bisogno di essere cattolici per condividere la denuncia di Zamagni, economista apprezzato in tutto il mondo per i suoi studi in materia di economia civile e sociale.

Se è pur vero che all’interno del terzo settore non è tutto oro quello che luccica, è evidente che sotto attacco c’è un intero sistema, che non si vogliono abbattere i privilegi ma si vuole minare il sistema stesso perché – come dice Zamagni – è diventato scomodo, è cresciuto dal basso e rappresenta un’alternativa reale al modello liberista dominante. E’ un attacco che raggiunge il suo apice con il governo in carica e con le Giunte nero-verdi come quella di Como, ma che nasce ancor prima, quando al governo c’erano altri, tant’è che Avvenire parla esplicitamente di dieci fronti “aperti da questo governo o ereditati dai precedenti” .

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Zamagni conclude la sua intervista auspicando l’impegno diretto in politica dei cattolici. In verità quello che servirebbe è un ritorno della buona politica, laica e orientata ai valori costituzionali originari, che esprimevano già, in senso pieno, il riconoscimento del giusto ruolo dei corpi sociali intermedi e dell’iniziativa privata non profit.

E’ lo stesso Zamagni ad ammettere che “le riforme hanno il respiro corto”, come in effetti è avvenuto con la raffazzonata modifica del titolo V della Costituzione che ha introdotto il principio di sussidiarietà in modo confuso, favorendo il ritiro dello Stato da molte sue funzioni e la degenerazione affaristica e clientelare di pezzi del terzo settore.

Se serve molto più che un vuoto “riformismo”, la ricerca della “trasformazione complessiva del sistema” non ha bisogno di steccati confessionali, ma dovrebbe coinvolgere tutti coloro che si impegnano in esperienze di cittadinanza attiva. [M.P.]

 

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