Como non è anemica, niente cura del ferro

binariL’unica notizia veramente interessante emersa nell’affollatissima Assemblea di zona Como Nord, dedicata al piano di recupero Lechler Albarelli, non riguarda quel progetto e comunque è negativa: le ferrovie italiane abbandonano il progetto di raddoppio dei binari sul tratto Chiasso – Milano. I tifosi del tav Torino – Lione e della pedemontana non hanno nulla da dire su questo?

Nel difficile tentativo di far digerire ai residenti e ai commercianti di Ponte Chiasso un discutibile progetto di “recupero” delle aree industriali dismesse adiacenti al confine con la Svizzera, l’Assessore Marco Butti e il progettista Massimo Novati hanno reso pubblica la notizia che la direzione di RFI (rete ferroviaria italiana) non intende più procedere al raddoppio della linea Chiasso – Milano, limitandosi ad alcuni lavori (senza dubbio importanti) di messa in sicurezza della linea esistente e della galleria Monte Olimpino 2.

Bene, prendiamone atto. Sembrerebbe che la scelta sia dovuta alla considerazione che la linea attuale, una volta resa più efficiente con adeguamenti tecnologici, sia più che sufficiente per sopportare i volumi di traffico attuali e futuri.

notav25feb12_2ritForse perché annoiati dalle chiacchere inutili intorno al motivo vero della riunione, il pensiero si è spostato all’imbocco del tunnel del Frejus, in val di Susa. Ma come? Scavare una montagna per guadagnare 40 minuti da Torino a Lione è indispensabile e vitale, invece raddoppiare la Milano – Chiasso è superfluo?

Quanti pendolari viaggiano giornalmente da Torino a Lione? E quanti invece viaggiano giornalmente da Como (anzi, dalla Svizzera) a Milano? Quante merci vengono movimentate giornalmente sull’asse est – ovest attraverso il Frejus? E quante invece vengono movimentate sull’asse nord -sud, già fortemente potenziato in Svizzera con due trafori di base?

L’union sacrée di imprenditori e sindacati comaschi, che nei giorni scorsi ha trovato il tempo di inneggiare alle grandi opere mettendo nello stesso mazzo l’inutile tav in Valsusa, l’inutile autostrada pedemontana in Lombardia  e l’utile raddoppio della linea ferroviaria, per ora tace. Intanto la notizia è arrivata sulle pagine del quotidiano locale, in un articolo di spalla che si prende la metà dello spazio che, poche pagine oltre, viene concesso alla posizione degli artigiani sulla variante stradale della Tremezzina.

Accontentiamoci, le cose maturano col tempo, il terreno è stato ben arato nelle scorse settimane con una serie di dotte conferenze sugli obiettivi del millennio e sulla sostenibilità. Restiamo in attesa di vedere se qualcuno ha imparato la lezione. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

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