La bomba demografica. Numeri che smentiscono le chiusure dei sovranisti

TERZO-SETTORE-FBIl Forum del terzo settore di Como si è riorganizzato dopo un periodo di inattività, ed ha proposto un interessante incontro dedicato al tema della demografia, mercoledì 6 marzo nella sede di Confcooperative.leggi l’articolo di Luca Spallino. Beppe Livio e Patrizia Farina hanno offerto una grande mole di dati sugli scenari demografici locali e globali. Numeri che vanno in forte controtendenza rispetto al pensiero dominante e che offrono spunti di riflessione importanti per chiunque voglia guardare il futuro con un approccio progettuale, proponendo soluzioni non emergenziali ma – al contrario – sostenibili, razionali e coerenti con l’orizzonte valoriale delle organizzazioni non profit.

Il forum del terzo settore di Como – dopo un periodo di inattività legato anche alla scomparsa di una delle sue “anime”, il compianto Gianfranco Garganigo – ha ripreso ad incontrarsi con regolarità a partire dalla fine del 2018, con il coordinamento operativo di Francesca Paini di Confcooperative.  la prima uscita pubblica di questa nuova stagione ha richiesto un approfondimento preliminare, su quale potesse essere il tema da proporre alla riflessione. In attesa di avere un quadro più chiaro sul tormentato iter della riforma varata nel 2017 dal precedente governo e – per quel poco che è dato sapere – malvista da quello nuovo che ne sta rallentando l’applicazione, si è scelto un tema di carattere generale e di grande attualità, quello degli scenari demografici.

Tema caldo, almeno per due ordini di motivi:  anzitutto, nello scenario globale di aumento esponenziale della popolazione, l’Italia si colloca in controtendenza, con fenonomeni di diminuzione e di invecchiamento; inoltre – e di conseguenza – emerge una narrazione profondamente falsa, vere e proprie fake news, che manipolando i numeri e la realtà dei fatti cerca di giustificare scelte politiche non soltanto sbagliate ed inefficaci, ma soprattutto foriere di ancor maggiori squilibri sul lungo periodo.

Beppe Livio ha affrontato lo scenario locale mettendo in risalto principalmente due aspetti: un tasso di invecchiamento leggermente superiore alla media nazionale; una presenza di stranieri “regolari” che non può certo essere qualificata come invasione. Il dato della migrazione dall’africa subsahariana, inoltre, appare molto inferiore a quello di altre provenienze, ed anche la distribuzione sul territorio mostra aspetti decisamente distanti dalla narrazione e dalla percezione più diffuse. Di seguito, le slides del suo intervento.

01 Bilanci demografici 

02 Variazione popolazione

03 Crescita popolazione

04 Bilancio stranieri

05 Nazionalità

06 Stranieri per Comune 2012

07 Stranieri per Comune 2018

08 N. Stranieri per comune

09 Indicatori demografici

10 Stranieri per Comuni

11 Stranieri Como

Patrizia Farina si è molto dilungata sugli scenari globali

guarda la presentazione di Patrizia Farina

guarda il video – prima parte

guarda il video – seconda parte

I relatori sono riusciti a stimolare molto interesse nel pubblico – purtroppo non molto numeroso – e si è sviluppato un dibattito interessante incentrato, com’era prevedibile, sugli aspetti “nazionali”. Alcuni interventi hanno posto l’accento sul tema del calo della natalità in Italia e sulle politiche governative a sostegno della famiglia, argomenti certamente importanti ma – probabilmente – meno centrali rispetto alla drammaticità dello scenario globale. Questo dimostra come, anche in settori attenti alle dinamiche socio – economiche e ben informati, ci siano grandi difficoltà a leggere i fenomeni nella loro complessità e ad uscire dagli approcci tradizionali.

Sarebbe interessante, per esempio, rileggere gli scenari demografici interfacciandoli con gli scenari dell’innovazione tecnologica, della quantità e qualità di lavoro che sarà necessaria negli anni e nei decenni a venire, del sempre maggiore sganciamento dei profitti (enormi, ma di pochi) dal lavoro produttivo così come l’abbiamo conosciuto nel passato. Emergerebbe probabilmente, invece della preoccupazione per lo spopolamento e la bassa natalità, l’esigenza di una grande redistribuzione: delle ricchezze, con forme di reddito sganciate dal lavoro (ma non certo nei termini del sussidio di cittadinanza inventato dai 5 stelle!), ma anche delle persone, attraverso un serio governo del fenomeno migratorio che, anziché chiudere i porti, sappia accogliere in modo adeguato coloro che potrebbero aiutarci a limitare gli squilibri.

Patrizia Farina, quest’ultima esigenza l’ha ricordata in modo molto netto ed anche un po’ ruvido, senza entrare nel merito delle forme e delle modalità di accoglienza (ma non era la conferenza di ieri la sede per farlo). Molto interessante anche il passaggio di critica alla retorica dell’ aiutiamoli a casa loro, dimostrando numeri alla mano come questi presunti aiuti possono essere un potente incentivo ad ulteriori aumenti di natalità.

Il merito del suo brillante intervento è stato quello di squadernare davanti a tutti l’immagine di un villaggio globale  troppo popolato.

Se questo è il tema di fondo, noi del condominio Italia con questo dobbiamo misurarci, e trovare le risposte giuste per evitare lo spopolamento e la denatalità  dei nostri pianerottoli senza perderlo di vista.

Peraltro, come ha ricordato acutamente Beppe Livio, nel nostro Paese gli squilibri più preoccupanti sono concentrati nelle regioni meridionali e nelle aree deboli.  Ciò  dovrebbe far riflettere – aggiungiamo noi – coloro che sollevano inesistenti questioni settentrionali, lasciando nell’oblio la mai risolta questione meridionale. Ieri sera non l’ha detto nessuno, ma anche questo è  un motivo per rifiutare il regionalismo differenziato, polpetta avvelenata preparata da Renzi e Gentiloni, che ora Salvini e Di Maio stanno per metterci nel piatto. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli interventi

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