Urbanistica di periferia: l’ex Lechler – Albarelli di Ponte Chiasso

lechler albarelliL’Assemblea di Zona Como Nord informa che giovedì 7 marzo alle ore 20:30, presso l’oratorio di Ponte Chiasso, si terrà un’assemblea pubblica per la presentazione del progetto di sistemazione dell’area ex Lecler, di sistemazione dell’area ex Albarelli e di revisione dell’assetto urbanistico dei principali snodi viari del quartiere.

L’incontro entrerà nei dettagli di una proposta progettuale di gruppi privati che potrebbe cambiare volto al quartiere. In attesa, si possono comunque fare alcune considerazioni di carattere generale

I quartieri dell’ex Circoscrizione 8 (Como Nord) sono oggetto di una imponente trasformazione urbanistica, egemonizzata dalla grande distribuzione, che va ad occupare le principali aree industriali dismesse. Da un anno a questa parte si sono insediati due ipermercati, uno a Monte Olimpino sull’area ex Oec, uno a Tavernola sull’area ex Lomazzi. A Sagnino è previsto l’ampliamento del parcheggio del centro commerciale già attivo da tempo. Ora la Giunta Comunale ha dato parere favorevole ad un nuovo intervento, di grandi dimensioni, sull’area ex Lechler/Albarelli di Ponte Chiasso.   Un comparto di grandi dimensioni, sul quale non sono mai mancati gli appetiti: in passato si è ipotizzato addirittura un polo di intercambio ferro – gomma – alternativo o complementare al centro tir di Montano Lucino; ora si parla di supermercati, negozi, alberghi e, più modestamente, di un collegamento pedonale con la stazione internazionale di Chiasso. Ovviamente. parcheggi a gogò.

In centro, si vagheggiano hub di creatività e poli di attrattività. Alla fine non succederà nulla (e magari è anche meglio) ma intanto si fa prendere aria alla bocca con la solita litania sulle aree strategiche.

Invece, a guardarla dalle periferie, l’urbanistica cambia faccia, assumendo quella del consumo di territorio abbinato al consumo delle merci. Un modello energivoro, attrattore di traffico, generatore di inquinamento sotto varie forme, culturalmente regressivo. Il destino delle aree ex produttive prende un’unica direzione. Solo laddove le industrie erano localizzate in zone non appetibili per il commercio, per esempio l’ex Chibro di Monte Olimpino, si apre qualche spazio per interventi di altra natura, anch’essi non privi di criticità, a partire dalla viabilità.

La legislazione urbanistica, nazionale e regionale, lascia pochissimi spazi alle compensazioni, che quasi sempre si risolvono in rotatorie e marciapiedi, più raramente in spazi per la vivibilità dei quartieri.

Sotto questo aspetto, sarà interessante capire come verrà governato l’insediamento di Ponte Chiasso. Il quartiere viene spesso raccontato con una narrazione un po’ farlocca che mette a confronto il lindo Corso San Gottardo, al di là del confine, con le buche della via Bellinzona al di qua, senza considerare le profonde differenze in termini di densità abitativa, di risorse, di modelli culturali.

L’ultima trovata è la campagna proibizionista contro i giovani svizzeri che fanno provvista di alcolici nei locali di Ponte Chiasso non limitandosi a consumarli all’interno, ma anche all’esterno, favoriti dal clima di generale (presunto) degrado del quartiere, non di rado associato alla sua multietnicità. Come sempre il tema della sicurezza è scivoloso. Ci può senz’altro stare una preoccupazione per il fenomeno, meno comprensibile che questa si declini allo stesso modo sui banchi di maggioranza e su quelli di opposizione, come è avvenuto con “tutti a favore” di una mozione di Rapinese, peraltro estremamente generica. Se per la destra il problema si affronta solo con misure repressive, per chi di destra non è dovrebbe vigere ben altro paradigma. Le belle iniziative di contrasto alle dipendenze come l’alcool prevention day, nelle scuole e con l’unità di strada, sono cessate con l’avvento della Giunta Landriscina. Votare una mozione che non ne fa alcun cenno non sembra una grande trovata.

Per la sicurezza, come per l’urbanistica, vige il pensiero unico? Pare proprio di sì. Forse, si pensa che il fenomeno sia destinato a scomparire non appena l’ipermercato e l’albergo, con il loro corollario di ben 1400 parcheggi, avranno magicamente eliminato il “degrado”. Se poi i giovani svizzeri andranno a sbevazzare a Bizzarone o Uggiate Trevano, non importa. Noi comaschi avremo pareggiato i conti con Corso San Gottardo, e grazie a Esselunga stenderemo cera sull’asfalto liscio e tappeti rossi sui marciapiedi. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

 

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