Società del rancore o società della relazione?

52141305_1024933201026107_1396950091687788544_nPiù di 30 persone, in maggioranza giovani, hanno partecipato sabato 23 febbraio all’incontro organizzato da Laboratorio Bene Comune presso il centro Cardinal Ferrari. Quali sono le ragioni del rancore sempre più diffuso nella società? Come si può ricreare un clima di coesione e solidarietà? Su questi temi è intervenuto padre Giuseppe Riggio, caporedattore di “Aggiornamenti Sociali“, analizzando il movimento dei gilet gialli in Francia. Video.

51794122_1017003361819091_5879070707870072832_nL’incontro è il primo del un ciclo Giovani per il bene comune – leggere i segni dei tempi.   Si tratta di una vera e propria scuola di formazione politica che nasce dalla scommessa di alcuni giovani cattolici che hanno a cuore il bene comune e vedono l’impegno politico come uno strumento per costruirlo.
Scopo del Laboratorio è di proporre ai giovani occasioni di formazione e confronto in merito al bene comune, con uno stile coinvolgente, attento al territorio e aperto all’Europa e al mondo.

I prossimi appuntamenti sono previsti per il 23 marzo, dedicato alle politiche europee, e per il 27 aprile, dedicato alla democrazia digitale.

IMG_20190223_101154In apertura, Alberto Ratti ha tratteggiato il senso e gli obiettivi  del laboratorio

guarda il video – prima parte

guarda il video – seconda parte

L’intervento di Giuseppe Riggio è stato molto ampio, ed ha preso le mosse  da un fatto “esterno” allo scenario nazionale, ma molto utile per trarne elementi di riflessione sul tema della giornata: la mobilitazione dei gilet gialli in Francia, che prosegue ormai da 15 settimane.

La scelta si è rivelata felice, perché ha consentito ai presenti di mantenere un certo distacco dalla (triste) attualità politica italiana, andando però ad indagare un fenomeno davvero paradigmatico di quanto si muove sul terreno sociale, in particolare nelle periferie sociali, che sono più solo quelle delle banlieue parigine, ma si allargano in altre aree e richiedono un approccio analitico diverso.

IMG_20190223_102352gilet gialli – prima parte

gilet gialli – seconda parte

gilet gialli – terza parte

Interessante anche analizzare la risposta istituzionale che il governo Macron sta cercando di dare gilet gialli e debat public;

Con questa lunga premessa, Riggio si è poi spostato su un piano più generale, offrendo due elementi di riflessione: il primo è la constatazione che la rabbia sociale è comunque espressione di vitalità e di energie (guarda il video); il secondo attiene al grande tema della disintermediazione e dell’uso del linguaggio (guarda il video); sono fondamentali anche i luoghi nei quali si costruisce il dialogo e, ancor più, è fondamentale la consapevolezza di alcune opzioni di fondo: anzitutto, concepire la società come spazio di collaborazione e solidarietà anziché di competizione; poi “dare credito all’altro”, cioè cercare le condizioni per dialogare con tutti, anche a rischio che il dialogo si rilevi fallimentare. (guarda il video). L’esortazione finale è quindi a non sottrarsi mai dal rapporto con l’altro. (guarda il video delle conclusioni)

Un approccio serio, documentato e aperto. Una capacità di analisi e di visione che non è facile ritrovare in buona parte della (ex?) sinistra politica,  di questi tempi. Qualcuno lo definirebbe cattocomunismo. Non è un’offesa, anzi! [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

3 pensieri riguardo “Società del rancore o società della relazione?

  1. Ringraziamo molto lo staff di Ecoinformazioni per l’interesse dimostrato per la nostra proposta e per lo spazio a noi dedicato. Per noi è importante questa attenzione perché vuol dire che stiamo riuscendo a fare qualcosa che può risultare interessante anche al di fuori degli ambienti ecclesiali. La proposta è infatti aperta a tutte le persone che vogliono impegnarsi per il bene comune, sia se il loro desiderio è ispirato dalla fede cristiana sia se ha altre motivazioni.
    Sentiamo però il bisogno di chiarire un paio di aspetti sull’identità del Laboratorio Bene Comune:
    1) ci sembra meglio parlare di un laboratorio, più che di una “vera e propria scuola di formazione politica”, perché il metodo scelto è quello laboratoriale. Abbiamo deciso di prevedere per ogni incontro una relazione, una o più testimonianze, uno spazio per il dibattito e un’analisi di casi concreti. Questo formato, che punta sul confronto e sulla condivisione di esperienze e idee più che sulla trasmissione di nozioni, ci sembra più adeguato ai tempi che viviamo, in cui c’è una certa disaffezione alla politica e le informazioni sono facilmente reperibili da tutti sul web;
    2) temiamo che la definizione di “cattocomunismo” possa essere fuorviante. Il punto di riferimento del Laboratorio non è il pensiero marxista, ma la Dottrina Sociale della Chiesa, che in sé non è né di sinistra né di destra, per quanto la tradizione politica di sinistra, o socialdemocratica, abbia più attenzione per alcuni suoi aspetti (per esempio un’equa distribuzione dei beni e l’accoglienza dei migranti, di cui abbiamo parlato all’incontro di sabato 23 febbraio) e la tradizione politica di destra, o conservatrice, per altri (per esempio la tutela della famiglia e della vita anche nelle condizioni più fragili).
    Qui, sulla nostra pagina Facebook (https://www.facebook.com/LaboratorioBeneComuneComo/), potete trovare il volantino di presentazione del Laboratorio Bene Comune, che speriamo possa dare un’idea più completa e precisa dell’identità e degli obiettivi del Laboratorio: https://www.facebook.com/LaboratorioBeneComuneComo/photos/a.1016966508489443/1016958858490208/?type=3&theater .
    Vi ringraziamo ancora per l’attenzione e vi invitiamo al prossimo incontro, sul tema dell’Europa, che sarà sabato 23 marzo dalle 10 alle 13 al Cardinal Ferrari.

    Il gruppo di coordinamento del Laboratorio Bene Comune

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    1. Grazie, per l’attenzione e le precisazioni. La definizione di cattocomunismo è ovviamente una mia scelta che voleva essere ironica e polemica al tempo stesso, sapendo quanto il pensiero dominante e la stampa embedded utilizzino a sproposito questo termine. Per me invece è un complimento, perché accomuna due visioni del mondo, come anche voi sottolineate, nel sostegno a valori positivi ed importanti. Attenzione però, la socialdemocrazia non c’entra nulla, quanto meno quella di oggi che ha sposato tutte le più nefaste teorie neoliberiste. C’è invece una sinistra “critica ed eretica” che ha molti punti di contatto con la dottrina sociale della chiesa.
      Mi lascia quindi perplesso il discorso “ne destra ne sinistra”, sia in generale (5 stelle docet) sia in particolare se viene riferito appunto alla dottrina sociale della chiesa. Ci sarebbe molto da approfondire, ma lo spazio di un commento non lo consente.
      Accetto volentieri il vostro invito per il 23 marzo e magari avremo modo di riprendere il discorso.
      Fraterni saluti.
      Massimo

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