16 gennaio/ A Monte Olimpino presentazione del progetto “ex Chibro”

area chibro fotografia stato attualeE’ indetta per mercoledì 16 gennaio alle 20,45 , nel salone del Mutuo Soccorso di via Bellinzona, una riunione dell’Assemblea di zona con l’Assessore Marco Butti e i progettisti, per la presentazione del progetto  di riqualificazione dell’area industriale dismessa ex Chibro di Monte Olimpino. 50 nuovi alloggi di edilizia convenzionata al posto della fabbrica, da tempo dismessa.

Il quartiere di Monte Olimpino è un esempio di pessima gestione dell’urbanistica: il cosiddetto “governo del territorio” non è mai riuscito a far convivere la vivibilità e l’edilizia. Le ultime “varianti” hanno riaperto la possibilità di edificare sulle aree industriali dismesse: poco più di un anno fa si è concluso l’intervento sull’ex OEC di via Bellinzona, dove la fabbrica ha lasciato spazio alla grande distribuzione; ora entra nel vivo l’operazione di riqualificazione dell’area industriale dismessa ex Chibro. Si tratta di un comparto più decentrato rispetto alla viabilità principale, alle spalle della chiesa, destinato ad ospitare residenze.

Gli uffici Comunali hanno espresso un parere preliminare favorevole, con piccole prescrizioni, per un intervento di riuso come quartiere di housing sociale proposto dalla Cooperativa Casa Ambiente (aderente al Consorzio Abitare di Confcooperative Insubria).

In margine all’assemblea annuale di Confcooperative, tenutasi venerdì 11 gennaio, abbiamo avuto l’opportunità di una breve chiacchierata con i progettisti. Quella che segue è una loro sintesi del progetto.

area ex chibro vista“Si prevede la realizzazione di circa 50 nuovi alloggi di edilizia convenzionata. Gli appartamenti si distribuiscono in 4 edifici (uno di questi è esistente e verrà recuperato mentre gli altri sono nuovi) collocati sulla zona pianeggiante dell’ex ambito produttivo, dove avveniva lo stoccaggio e la movimentazione delle merci.

La Chibro ha chiuso le sue attività da una decina d’anni, da allora l’area è vuota e sono stati effettuati i lavori di bonifica e di messa in sicurezza. “Oggi – spiega Bruno Rampoldi, direttore del Consorzio Abitare – siamo finalmente nelle condizioni di far partire l’iniziativa, che crediamo possa suscitare molto interesse anche da parte dei tanti cittadini italiani che lavorano nel Canton Ticino. Sull’area abbiamo fatto negli anni una serie di ipotesi che abbiamo definito grazie all’ultima variante del PGT che ha definito la situazione urbanistica”.

La zona è infatti stata ricompresa nel Piano dei Servizi, quindi individuata come importante servizio per la cittadinanza, e ha una volumetria potenziale di circa 13mila metri cubi (su una superficie di 9mila mq di terreno trasformabile).

Il progetto, elaborato dalla Società di Ingegneria comasca Piramide, si concentra in particolare sulla rete di percorsi pedonali tra il centro di Monte Olimpino e il Parco della Spina Verde che permette di restituire all’area ex Chibro una forte centralità tra l’abitato e i boschi, ma anche rispetto al vicino campo sportivo, oggi dismesso.

Gli edifici più alti sono collocati verso monte, in modo da garantire una permeabilità anche visiva tra i fronti opposti delle montagne e un’apertura significativa nel paesaggio, sia verso Como e il lago che verso la Svizzera, recependo anche le indicazioni che la Commissione Paesaggio aveva posto nella valutazione di un progetto precedente.

Nei 4 volumi trovano posto molte diverse tipologie, anche personalizzabili rispetto a quelle che saranno le richieste dei soci. “Anche perché – conclude Rampoldi – il nostro obiettivo è quello di costruire l’intervento e il piccolo nuovo quartiere con i soci che lo abiteranno. Nelle prossime settimane organizzeremo incontri per raccontare il progetto e per capire se c’è interesse verso questa nostra iniziativa. Il costo degli alloggi sarà convenzionato con il Comune”.

Quando – proprio in occasione di questi incontri – si raggiungerà un numero adeguato di soci, verranno chieste le autorizzazioni per iniziare il cantiere che potrebbe aprire entro la prossima estate. I lavori dureranno circa 20 mesi.”

Come rilevano i progettisti,  l’area presenta una serie di criticità non irrilevanti: siamo all’imbocco del parco di cintura metropolitana della Spina Verde, l’accessibilità non è certo delle migliori. Nelle intenzioni dei progettisti c’è una riqualificazione che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare a nuova vita il campo sportivo della gloriosa “Lario” ed alcuni percorsi pedonali oggi preclusi. Nel breve colloquio, è anche emersa la volontà di confrontarsi con il quartiere su questi aspetti di interesse generale.

L’Assemblea di zona è reduce dall’esperienza ex Oec, dove è stato possibile trovare ascolto – almeno in parte – per le esigenze del quartiere. Nel frattempo l’Amministrazione è cambiata. E’ auspicabile che si riproponga un percorso simile anche in questo caso. Finora i segnali di attenzione alle periferie sono stati scarsi, per usare un eufemismo, c’è quindi da augurarsi che l’incontro di mercoledì sera segni un’inversione di tendenza. L’intera zona Nord ne ha bisogno, anche in vista di altri interventi “pesanti”, a cominciare dal ventilato insediamento Esselunga nell’area Ex Lechler a Ponte Chiasso. [Massimo Patrignani – Ecoinformazioni]

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