15 dicembre: Borgovico Street

borgovicoCon i fondi messi a diposizione dal Distretto Urbano del Commercio, l’associazione di Via Borgovico organizza per sabato 15 dicembre un viaggio nel borgo, esplorando le botteghe per raccontare l’arte del fare. Bella iniziativa, malgrado i limiti di fondo del bando.

L’iniziativa è senz’altro interessante, come si vede dal  programma completo predisposto dal gruppo di commercianti,  coordinato dalla project manager Maddalena Massafra, desideroso di dare nuova vita ad una strada a due passi dalla città murata ma spesso dimenticata, al pari delle periferie cittadine.

E qui sta il punto, almeno per quanto riguarda questo blog.

Premesso quindi che varrà la pena di farci una puntatina, in Borgovico, per respirare un’aria meno artificiale di quella che respiriamo da 25 anni in centro, sarebbe interessante capire perché il bando multimisura del DUC si sia concluso con il finanziamento di 7 progetti di via collocati in convalle e di 14 interventi di altra natura (misura “negozi più sicuri”), 13 dei quali ubicati in centro (leggi qui la graduatoria).

Lo scopo del bando, secondo quanto compare sul portale del Comune, era  sostenere la promozione delle attività di vendita, di formazione, di ammodernamento e sicurezza dei negozi di vicinato, degli esercizi pubblici, delle microimprese artigianali e delle associazioni di categoria che operano nel perimetro del distretto e nelle aree dei quartieri di Breccia, Camerlata, Muggiò e Rebbio nell’ambito delle “azioni di mitigazione in relazione all’apertura del nuovo punto vendita Esselunga di via Paoli”.

Il successivo comunicato emesso per annunciare la conclusione delle procedure ribadisce:  microimprese attive lungo le vie del DUC e nell’area di Camerlata.

Orbene, tolti 2.000 Euro per la riqualificazione di una facciata in via Paoli/Scalabrini, l’area di Camerlata esce con le ossa rotte.

Ben venga l’aver finanziato chi ha avuto idee e proposte, ma è del tutto evidente che il bando non è stato in grado di invertire la tendenza alla chiusura dei piccoli esercizi di periferia, stritolati da un’urbanistica senza visione e senza cuore, che consegna gli assi di scorrimento della città alla grande distribuzione, dando un enorme contributo all’abbassamento dei parametri di vivibilità dei quartieri.

Si può fare di più e di meglio. Comune e Regione dovrebbero costruire bandi dedicati alle sole periferie, prevedendo processi di progettazione partecipata che, laddove non arriva la fantasia del commerciante, diano spazio la creatività dell’intero quartiere.

[Massimo Patrignani – Ecoinformazioni]

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...