Funzione Pubblica Cgil a congresso: il valore dell’inclusione

fplogoCon la bella relazione di Alessandra Ghirotti, giovedì 11 ottobre si è aperto il congresso della Funzione Pubblica Cgil di Como. Un appuntamento ricco ed interessante per un sindacato capace di interpretare il suo ruolo di rappresentanza e tutela dei lavoratori con uno sguardo sul mondo curioso, inclusivo e solidale.

Un congresso importante, 82 delegati (con una netta maggioranza per le lavoratrici) per 2798 iscritti, che si svolge in un luogo simbolico per la categoria, il CFP di via Bellinzona, azienda formativa pubblica che risponde con la qualità alle gravi carenze del sistema formativo e di avviamento al lavoro, regionale e nazionale. Un congresso dedicato a Lucia Cassina, segretaria della categoria dal 2001 al 2009, compagna indimenticabile per tutti coloro che hanno condiviso con lei il percorso sindacale e politico.

congresso fp

La relazione ha offerto un quadro molto preciso di un settore del mondo del lavoro assai complesso ed in continua evoluzione.

Guarda i video della relazione di Alessandra Ghirotti:

introduzione

attività – prospettive – funzioni centrali

sanità

enti locali

ipab, igiene ambientale, terzo settore

jobs act

migranti, sicurezza

conclusioni

Chi pensa che la Funzione Pubblica sia solo il sindacato degli impiegati sbaglia di grosso: sotto questa sigla si organizzano i lavoratori della sanità, pubblica e privata, dell’igiene urbana, delle case di riposo, del “terzo settore”. Tanti contratti diversi, persino all’interno dello stesso posto di lavoro, tanta precarietà (altro che posto fisso garantito!), una composizione sociale che va dall’operatore ecologico al medico specialista, una strategia rivendicativa che deve fare i conti ogni giorno con i pesantissimi tagli della spesa pubblica che si susseguono di anno in anno e che nessun governo (tanto meno quello attuale) si guarda bene dal mettere in discussione. Una categoria in constante crescita di iscritti dal 2009 ad oggi, malgrado il quasi completo blocco delle assunzioni nei ministeri e negli Enti Locali, compensato dall’aumento di lavoratori contrattualizzati con contratti privati a bassa tutela.

Ci si potrebbe aspettare che la crescente precarietà possa portare all’abbandono di certe “bandiere” sindacali. Non è cosi, è ancora forte la spinta ideale degli iscritti per i grandi temi della tradizione rivendicativa CGIL: la riforma della P.A., la semplificazione amministrativa, la partecipazione dei lavoratori ai processi di cambiamento, la difesa dei valori costituzionali, il valore anche etico del lavoro pubblico.

Temi che trovano sempre meno ascolto nel sistema politico locale e nazionale, sempre più povero di idealità e di progettualità, e che ancor meno incontrano il favore dei grandi apparati di comunicazione, sempre pronti a sparare sui dipendenti pubblici. Persino il Sindaco Landriscina, in un intervento di saluto tanto lungo quanto vuoto di contenuti e sfuggente dai problemi concreti della sua amministrazione, ha dovuto ammettere il disagio che prova quando si trova di fronte all’accanimento ingiustificato di molte persone nei confronti del lavoro pubblico.

Al contrario, la relazione questi temi li ha presi di petto, con un’analisi dettagliata comparto per comparto, con uno sguardo non neutrale ma “dalla parte dei lavoratori” come deve essere un Sindacato all’altezza dei tempi.

E all’altezza dei tempi è anche la scelta di aprire il congresso a voci ed esperienze dei sindacati pubblici di Francia e Svizzera, perché la difesa dei diritti si realizza su una dimensione europea, non rinchiudendosi in piccole patrie; o voci come quella di Severino Proserpio, per leggere le migrazioni con gli occhi dell’operatore pubblico, ma anche con gli occhi dell’operatore di strada, per uscire dalla retorica dell’aiutiamoli a casa loro e entrare nel concreto dei processi epocali che abbiamo di fronte, che coinvolgono migranti e nativi e che si traducono in bisogni, fragilità e disagi che l’operatore pubblico incontra ogni giorno. Ritorna anche qui il tema della coesione sociale, da costruire rivendicando diritti ma anche praticando quotidianamente forme di resilienza, di organizzazione dal basso, di gestione condivisa dei beni comuni, che impegnano anch’esse l’operatore pubblico in un lavoro prezioso di accompagnamento, supporto e collaborazione.

Ci sarà spazio anche nel secondo giorno di congresso – accanto al rituale delle votazioni sui documenti e sul rinnovo delle cariche – per questo approccio di buona politica, con la tavola rotonda pomeridiana Migranti, lavoro, sindacato, prospettive europee.

[Massimo Patrignani – Ecoinformazioni]

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