Congresso Sunia: rigenerazione urbana e affitto sostenibile

 

suniaLunedì 8 ottobre si è svolto il congresso provinciale del Sunia di Como, il sindacato degli inquilini federato alla CGIL. Malgrado il disinteresse degli organi d’informazione mainstream, la riunione ha offerto spunti di grande interesse per conoscere ed interpretare il grave problema del disagio abitativo, che è diffuso anche nella nostra provincia.

Il Sunia è la principale organizzazione sindacale degli inquilini privati e degli logo_suniaassegnatari di edilizia pubblica. Ha per scopo il riconoscimento del diritto alla casa per ogni cittadino a condizioni compatibili con le esigenze delle famiglie per favorire la mobilità e la soluzione del bisogno alloggiativo. Nella sua piattaforma persegue l’obiettivo della sicurezza degli alloggi, degli edifici, della qualità dell’abitare in un contesto urbano adeguato.

 

Il congresso provinciale si è aperto con la relazione di Mara Merlo, molto efficace nel focalizzare i problemi, a cominciare dalla crisi complessiva del sistema abitativo: l’abitazione perde sempre di più il suo valore d’uso per affermarsi quasi sempre come valore di scambio e strumento finanziario. Crollano gli investimenti nell’edilizia pubblica, si tagliano i fondi per il sostegno al reddito delle famiglie in affitto. Un quadro a tinte fosche, un contesto che rende inaccessibili i progetti autonomia delle giovani generazioni e genera insicurezza in ampi settori di popolazione. Non è fuori luogo parlare di vera e propria emergenza abitativa.

A fronte di un calo del 30% dei valori immobiliari, i canoni di affitto hanno segnato una flessione ben inferiore, tra il 10 e il 20%, insufficiente per soddisfare la domanda fiaccata dalla crisi.  Spesso per pagare l’affitto si consuma il 30% del reddito familiare, un limite oltre il quale si entra nel “disagio abitativo” conclamato. Il picco di questa emergenza sono gli sfratti per morosità incolpevole, cresciuti in modo esponenziale, fino al 90% del totale dei provvedimenti di sfratto. Como non sfugge a questo trend: il dato 2017 è di 514 sfratti notificati, di cui 400 per morosità.

Mentre tante persone non hanno un tetto adeguato, le città sono investite da programmi e progetti di rigenerazione urbana che sono ben lontani dal rappresentare una soluzione al disagio, perché rispondono a logiche speculative e non vengono governati nell’interesse pubblico.

L’offerta abitativa privata, che è la parte largamente prevalente del mercato, prevede sia canoni liberi che canoni concordati, e Sunia Como da qualche mese sta lavorando per il rinnovo dell’accordo territoriale che riguarda il Comune capoluogo. Mara Merlo la definisce una trattativa delicata, alla ricerca di un difficile equilibrio tra profitto della proprietà e necessità dell’inquilino.

L’edilizia pubblica è in seria crisi a causa della mancanza di finanziamenti e della modifica peggiorativa della legge regionale. Sunia chiede un profondo cambiamento e rilancia l’obiettivo di un’edilizia pubblica in grado di garantire coesione sociale, cioè attenta non solo all’aspetto meramente economico ma anche alla qualità del vivere nei quartieri.

Il patrimonio abitativo pubblico in provincia di Como ammonta a 4200 alloggi di cui 3000 di proprietà Aler, l’azienda di Regione Lombardia e 1200 di proprietà dei Comuni. Nel solo Comune di Como Aler ha 1100 alloggi e Sunia è moderatamente soddisfatto delle prestazioni di questa azienda, almeno per quanto riguarda le manutenzioni e la morosità; è basso, invece,  il grado di soddisfazione della domanda: 10%, pari a poco più di 50 alloggi all’anno. Ben peggiore la situazione del patrimonio edilizio del comune di Como: 760 alloggi, il 30% dei quali è inagibile, con un morosità elevatissima.

Sul piano interno, Sunia di Como presenta un trend di crescita  costante. Nel 2017 si sono superati i 300 iscritti, con 50 interventi a tutela delle situazioni di disagio, numero destinato a crescere visto che nell’anno in corso le pratiche aperte sono già 48.

Al congresso hanno partecipato i rappresentanti si Sicet – Cisl e Uil Casa, che nei loro saluti hanno evidenziato una condivisione di fondo delle problematiche dei percorsi di lavoro.

Ha concluso i lavori il coordinatore regionale Stefano Chiappelli, che ha posto l’accento, tra l’altro, sul giudizio fortemente negativo di Sunia sulla legge regionale del 2016, della quale si chiede una radicale ed urgente modifica.

[Massimo Patrignani – Ecoinformazioni]

Guarda i video della relazione di Mara Merlo e delle conclusioni di Stefano Chiappelli:

relazione – prima parte

relazione – seconda parte

relazione – terza parte

relazione – quarta parte

conclusioni – prima parte

conclusioni – seconda parte

conclusioni – terza parte

conclusioni – quarta parte

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2 pensieri riguardo “Congresso Sunia: rigenerazione urbana e affitto sostenibile

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