Rebbio: desiderare, progettare, costruire.

rebbioParte  “Rebbio che vorrei: partecipata, verde, resiliente”, un progetto che raccoglie la volontà di cambiamento e miglioramento emersa in tante occasioni, per combattere l’abbandono e il degrado, riappropriarsi del quartiere e migliorarne la fruibilità, la coesione sociale, la qualità dell’aria e del territorio nel suo complesso. Prossimo appuntamento, il 4 maggio alle 17,30 al c.a.g Oasi di via Negretti  per un “world d cafè” di progettazione condivisa.

La sala riunioni della Cooperativa sociale Il Seme  conteneva a stento tutti i cittadini che hanno partecipato alla presentazione, martedì 10 aprile, e certamente questo progetto merita attenzione e coinvolgimento diretto perché propone un percorso bello ed impegnativo che , al di là dei risultati che saranno visibili a conclusione, ha già creato un clima di condivisione, di attivismo, di collaborazione.

Un clima che viene da lontano, che è stato costruito con pazienza dai promotori, a partire dal gruppo di cittadini ed associazioni che si attivarono, in occasione dell’approvazione in Comune del Piano di Governo del Tettitorio (PGT) per presentare quella che tecnicamente si definisce un’osservazione. Anche se Giunta e Consiglio non la accolsero, i contenuti di quel lavoro hanno fatto molta strada, e sono stati riproposti nel 2016/2017, da parte dell’Assemblea di zona, durante gli incontri di ascolto di ComeVoglioComo. Ne sono sortite due idee, la riqualificazione del parco Negretti e la realizzazione di una “passeggiata tra gli orti”, che sono state votate dai cittadini del quartiere e che la Giunta Lucini, prima della fine del mandato, si è impegnata a recepire nella programmazione triennale.

Giustamente i promotori non hanno atteso i tempi della burocrazia (particolarmente lunghi anche a causa del cambio di Amministrazione), ma si sono attivati per reperire risorse esterne; è nata così la collaborazione con alcune realtà dell’economia solidale – Ecofficine; Il Seme; Si può fare e L’isola che c’è – che ha portato alla partecipazione al bando di Fondazione Cariplo “comunità resilienti” con un progetto che comprende quattro ambiti di azione.

Oltre alla riqualificazione del parco Negretti (che ospiterà eventi culturali e ricreativi) e alla realizzazione degli orti urbani su un’area di proprietà della Provincia – con la quale è stato stipulato un accordo – si ipotizza di realizzare un corridoio di mobilità dolce in grado di connettere i principali luoghi di aggregazione del quartiere. Il percorso si snoda idealmente dalla scuola di via Cuzzi per toccare la Parrocchia, il Cimitero, la via Ennodio, l’area del “Muntesel” dove sorgeranno gli orti, la scuola di via Giussani fino a giungere al Parco Negretti.

Fondazione Cariplo finanzia il progetto con 118.000 Euro, che certamente non saranno sufficienti a coprire tutte le spese necessarie per un programma così ambizioso, che richiederà un intervento diretto del Comune per le opere pubbliche. Il finanziamento Cariplo però consente, da un lato di partire con la riqualificazione del parco, la realizzazione degli orti, e il programma di animazione culturale, dall’altro di avviare uno o più tavoli di progettazione partecipata, ai quali il Comune, per bocca dell’Assessore Amelia Locatelli, ha assicurato sostegno.  Vi sono quindi fondate speranze che anche gli interventi più “pesanti” e costosi possano avere uno sviluppo, almeno sul versante progettuale.

E’ molto significativa la relazione che si costruisce  tra  le 4 cooperative partners e la comunità del quartiere: vengono valorizzate le risorse ambientali e sociali locali, con l’avviamento di attività produttive condivise e sostenibili: la falegnameria del riuso, la ciclofficina, il bike sharing di quartiere. Per questo motivo, si realizzerà anche una collaborazione con “Apicoltura solidale”, un altro progetto che si propone gli stessi obiettivi.

Insomma, “Rebbio che vorrei” vuole attivare una cura comunitaria del territorio, attraverso la gestione condivisa degli spazi urbani. Un gran bel programma, che propone nuovamente questo quartiere come laboratorio di esperienze innovative di coesione sociale. Si arricchisce così un contesto dove sono già presenti un progetto  per la riqualificazione dell’area sportiva della scuola di via Cuzzi, un progetto di giustizia riparativa, un progetto di partecipazione culturale.

Sarebbe quanto mai opportuno che l’Amministrazione Comunale non si limitasse ad uno scontato appoggio, ma entrasse a pieno titolo in un’ottica di condivisione politica di queste esperienze, con un investimento in risorse economiche e umane, da curare con attenzione e da diffondere in tutti i quartieri, valorizzando in questo modo anche il ruolo di quelle Assemblee di zona che trovano maggiori difficoltà a relazionarsi con i propri quartieri. Su questo, la strada da fare è ancora lunga. [M.P.]

 

3 pensieri riguardo “Rebbio: desiderare, progettare, costruire.

  1. L’associazione Il risveglio dell’orto che si è fatta carico 3 anni fa con l’amministrazione provinciale a richiedere il terreno per creare gli orti urbani in collaborazione col progetto “Oggi parte il domani” ove all’interno di tale evento è nata la nostra associazione di ortisti di Rebbio e Camerlata ottenendo la serra di quartiere che oggi viene usata dalla “cooperativa sociale Il seme” nel progetto degli orti di quartiere da noi tanto richiesta agli organi comunali che non hanno dato nessun esito oggi ci sentiamo esclusi a favore di organizzazioni sul territorio che hanno comunque scopo di lucro e non uno scopo sociale come quello che si era prefissato la nostra associazione di ortisti tant’è che gli orti dati in gestione a don Giusto di proprietà dei comboniani erano gestiti in uso e non sono mai stati assegnati agli ortisti della nostra associazione. Oggi ci sentiamo mortificati da scelte che non sono di condivisione perchè noi non abbiamo avuto nessuna convocazione con la scelta di presentare il progetto degli orti urbani a fondazione cariplo che invece è stata presentata da quattro cooperative che avrebbero dovuto per rispetto alla nostra associazione no profit informarci visto che l’incontro con l’amministrazione provinciale è stato fatto da noi facendo venire sul posto il vicepresidente sul quartiere di Rebbio per porre in essere la possibilità di entrare in uso dell’area del progetto degli orti così come le idee di coinvolgere le scuole e gli asili del territorio e anche di chi voleva partecipare a tale progetto, erano nate dalla nostra idea di condivisione sociale. Tutto ciò non è stato per nessun motivo portato a conoscenza della nostra associazione e questo ci rammarica molto. Presumo che non vi siano interessi ne politici ne di parte altrimenti daremo adito ad un indagine da parte di organi televisivi per fare accertare se vi sono state irregolarità nei nostri confronti. Con questo apprezzo il lavoro svolto ed eventualmente in un altro incontro pubblico chiamerò l’amministratore provinciale e farò spiegare a lui ciò che noi come associazione ci eravamo prefissati. Se questa è la Rebbio che vorrei mi auguro che i lavori proseguano nell’interesse dei cittadini. Noi come associazione non abbiamo mai lucrato sul nostro operato e siamo a disposizione sempre nell’interesse dell’intera collettivitò, mi auguro che tutto ciò venga chiarito.

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