Sagnino: il bosco sotto casa

18527901_257184151416543_729844993475504639_nPiù di 70 persone hanno affollato il centro civico di via Segantini, lunedì 12 marzo, per un incontro dedicato ai progetti di riqualificazione dell’area boschiva che da via Boccioni degrada verso Tavernola. 17 mila metri quadrati di verde – oggi molto trascurati – che la comunità vorrebbe recuperare per renderli fruibili e sicuri per tutti.

L’incontro – organizzato da Vittorio Mottola dei Rangers – ha rischiato di assumere il tono della parata istituzionale, con due Assessori ed un Consigliere di maggioranza al tavolo dei relatori.

Al di là di questo aspetto, che non è sfuggito a nessuno, è stata l’occasione per fare il punto delle molte iniziative spontanee che – da tempo – si prendono cura dell’area.

L’anno scorso, le precipitazioni particolarmente forti hanno provocato molti danni al bosco. Tutti sono concordi che non bastano più le attività di manutenzione dei volontari, che pure sono stati determinanti per la riduzione del danno.

Nella primavera scorsa si era attivato gruppo “Volontari Frontiera Nord” che ha riaperto un percorso reso inagibile dalla caduta di alcune piante, salvo doversi poi interrompere a causa della sospensione della copertura assicurativa da parte del Comune. Anche la Parrocchia ha contribuito molto, organizzando insieme ai Rangers un secondo intervento, al quale hanno partecipato anche alcuni ospiti del vicino centro di accoglienza per i migranti, in occasione della festa autunnale delle associazioni di quartiere. La festa era stata l’occasione per far mettere sotto gli occhi di alcuni amministratori presenti la situazione di degrado. Ora sta per partire un nuovo intervento che dovrà concludersi entro fine aprile e sarà condotto da una ditta specializzata, che ha già acquisito tutte le autorizzazioni del caso.

L’agronomo incaricato, Dr. Biffi, ha spiegato che anche questo intervento – sia per la stagionalità che per il costo – si limiterà alla messa in sicurezza, eliminando altre piante già schiantate, tagliando i rovi e ripristinando i percorsi esistenti. L’obiettivo, limitato ma significativo, è quello di migliorare le condizioni del bosco nella parte più vicina alle case, sempre tenendo presente che non si tratta di un giardino ma di una vera e propria area forestale.  Per una riqualificazione completa sarà comunque necessario attivare un nuovo iter burocratico per procurarsi tutte le autorizzazioni necessarie (e soprattutto i fondi, n.d.r.).

Il dibattito – per la verità un pò nervoso – ha messo in luce una certa rivalità tra i gruppi di volontari, e bene ha fatto il Parroco, don Emanuele Corti, ad alzare il livello richiamando lo spirito e ecologico che pervade il pensiero di Papa Francesco, che ci parla di cura della casa comune e dell’esigenza di vivere come sofferenza personale la sofferenza del pianeta.

Il richiamo non è servito  a chiudere le polemiche da comari tra alcuni maggiorenti locali ma, vedendo il lato positivo, gli interventi hanno messo in luce i punti critici che vanno affrontati, possibilmente con la regia dell’ente pubblico.

Abbiamo già ricordato le difficoltà rispetto alla copertura assicurativa dei volontari, ribaditi da Ivan Baruffaldi, disponibile a riprendere le attività del gruppo Frontiera Nord se la questione viene risolta.   Altri spunti sono venuti da Romano Fasciani, anima di un comitato che chiede con forza la presa in carico del problema da parte del Comune, che ha ricordato la necessità un vero e proprio piano di valutazione dei rischi presenti nell’area, a cominciare da una cabina elettrica che andrebbe almeno recintata.

L’Assessore Marco Butti, fiutato il clima, si è mostrato abile slalomista smorzando le polemiche con un inno al sano campanilismo di ogni gruppo, descritto come attivismo competitivo che ha come fine  il bene comune. Questo può essere  vero, quello che sicuramente manca è il ruolo del Comune a sostegno di questo attivismo. Non basta presentarsi in riunione e vantarsi per aver sveltito l’iter burocratico delle autorizzazioni. Serve progettare e finanziare un intervento strutturale, come ricordava il volantino che alcuni giovani hanno distribuito in apertura della serata. [M.P.]

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