Quale futuro per le Assemblee di zona?

ZONE


Il 2 febbraio 2015 il Consiglio Comunale approvava il Regolamento per le pratiche partecipative. Da allora, si sono insediate 7 delle 8 Assemblee di zona previste. È tempo di bilanci? Qual’è stato l’impatto sui quartieri? Quali sono le intenzioni della nuova Giunta di centro – destra? Il lavoro della Giunta Lucini per la promozione della partecipazione non è stato privo di contraddizioni: senz’altro il programma elettorale segnava obiettivi molto ambiziosi che non sono stati raggiunti o sono stati raggiunti troppo tardi,  tuttavia non sono mancati risultati importanti, se si considera che nel 2012, per legge, la città si è trovata priva di ogni forma di raccordo tra Amministrazione e quartieri, sempre che tale si potesse considerare l’esperienza delle Circoscrizioni.

Chi volesse approfondire la lunga fase di progettazione e di insediamento delle nuove forme di partecipazione troverà ampia documentazione sul portale comunale e potrà anche farsi un’idea delle difficoltà che le Assemblee di zona hanno affrontato, sia per essere riconosciute come interlocutore dalla stessa Amministrazione che le ha promosse, sia nel rapporto con i cittadini.

Non è privo di significato che la città murata sia rimasta priva di rappresentanza, quasi che gli interessi del centro storico non abbiano la necessità di essere rappresentati in quanto già ben presenti nei programmi dell’Amministrazione, mentre le periferie, pur se in  misura differenziata, hanno tutte risposto all’appello della raccolta firme per l’insediamento.

Con il progetto sperimentale Come Voglio Como, nel 2016/2017, l’Amministrazione ha fatto un grosso passo avanti, purtroppo tardivo in quanto realizzato nell’ultimo anno di mandato, per dare efficacia alle pratiche partecipative . Proprio grazie all’attivazione di questo progetto è stato possibile, nel marzo scorso, realizzare il primo consiglio comunale aperto  di confronto tra Assemblee e amministrazione centrale.

Quali sono ora le intenzioni della nuova Amministrazione? Ai referenti delle Assemblee di zona è stato chiesto di proporre le possibili modifiche migliorative al regolamento che sono emerse nel consiglio aperto, ed il lavoro è iniziato da qualche settimana. I tempi non saranno brevi, visto che le modifiche regolamentari devono essere esaminate da Giunta, Commissioni Consiliari e Consiglio. Alcune assemblee sono vicinissime alla scadenza biennale del gruppo di coordinamento, quindi c’è urgenza di arrivare a decisioni operative.

Così come c’è urgenza di sapere quale sarà il futuro dei progetti votati dai cittadini nella fase finale di Come Voglio Como. C’è un mandato formale, conferito ancora dalla Giunta Lucini agli uffici comunali, per dare attuazione a questi progetti, ma al momento non si conosce se l’intenzione della Giunta Landriscina è quella di andare in questa direzione. Se così non fosse, andrebbero deluse le aspettative di molti cittadini, singoli ed associati, che hanno partecipato con entusiasmo alla sperimentazione, elaborando idee e proposte per il miglioramento della città. [M.P]

3 pensieri riguardo “Quale futuro per le Assemblee di zona?

  1. Il progetto per mettere un tetto alla palestra delle scuole di Tavernola che si è classificato primo è stato realizzato, ma il cambio delle lampade con quelle a led non ancora

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